Il cambiamento climatico sta aumentando la diffusione delle micotossine

Il riscaldamento globale sta aumentando il rischio di contaminazione da micotossine nei cereali e negli alimenti di base. Un’azione coordinata tra scienza e politiche pubbliche è essenziale per proteggere la salute e l’ambiente.

27 Marzo 2025, 10:10

Il cambiamento climatico sta aumentando la diffusione delle micotossine

Le micotossine, composti nocivi prodotti dai funghi, rappresentano una minaccia seria per la salute umana. Queste sostanze possono interferire con il sistema endocrino, compromettere le difese immunitarie, danneggiare organi vitali come fegato e reni e persino aumentare il rischio di tumori. I bambini piccoli, i neonati, le donne in gravidanza e i lavoratori del settore agricolo e alimentare sono particolarmente vulnerabili a queste tossine.

Secondo il progetto europeo HBM4EU, il 14% della popolazione adulta europea è esposta a livelli dannosi della micotossina deossinivalenolo (DON), presente nei cereali come grano, mais e orzo. Le principali fonti di esposizione includono il consumo di alimenti contaminati, l’acqua potabile e il contatto diretto con materiali infetti durante la lavorazione delle colture.

Impatti climatici delle micotossine

Il cambiamento climatico sta favorendo la diffusione delle micotossine in Europa, a causa di condizioni ambientali più calde e umide.

L’incremento delle precipitazioni, delle inondazioni e dell’erosione del suolo facilita il trasferimento delle tossine dal terreno alle riserve idriche. Eventi meteorologici estremi, come siccità prolungate e piogge intense, aumentano lo stress delle piante e la loro vulnerabilità alle infezioni fungine, compromettendo la qualità e la resa dei raccolti.

Inoltre, per contrastare la diffusione delle muffe, gli agricoltori ricorrono sempre più ai fungicidi, con il rischio di sviluppare resistenza antifungina, rendendo le infezioni umane più difficili da trattare.

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Prevenzione e strategie di controllo

Affrontare il problema delle micotossine richiede un’azione coordinata a livello europeo. Il monitoraggio delle condizioni ambientali dovrebbe essere esteso anche agli alimenti, ai mangimi e agli animali per prevenire la contaminazione.

Tra le strategie di controllo rientrano l’adozione di buone pratiche agricole, come la rotazione delle colture per ridurre la presenza di funghi nel suolo e la selezione di varietà vegetali più resistenti alle infezioni. L’uso di modelli predittivi e biocontrolli naturali può contribuire a ridurre l’incidenza della contaminazione, limitando al contempo l’uso di prodotti chimici dannosi.

La necessità di un approccio “One Health”

Le micotossine rappresentano una minaccia che coinvolge la salute umana, animale e ambientale, rendendo necessario un approccio integrato. L’Unione Europea sta già lavorando a strategie di mitigazione che comprendono la sorveglianza delle micotossine negli ecosistemi e la promozione di metodi sostenibili per limitare la loro diffusione. Il concetto di “One Health” riconosce l’interconnessione tra questi elementi e punta a sviluppare soluzioni coordinate che proteggano sia la salute pubblica che l’ambiente, garantendo un futuro più sicuro per le generazioni a venire.