Inquinamento aria a Reggio Emilia: aumentano le polveri sottili, preoccupazione tra i cittadini

Gli ultimi dati sulla qualità dell’aria nel comune di Reggio Emilia confermano livelli di inquinamento allarmanti, mentre una nuova indagine conferma la crescente preoccupazione tra i cittadini.

5 Gennaio 2024, 08:42

Inquinamento aria a Reggio Emilia: aumentano le polveri sottili, preoccupazione tra i cittadini

Nonostante Reggio Emilia emerga tra le prime 10 città italiane per sostenibilità secondo l’ultima analisi di Legambiente, gravi problematiche persistono, con l’inquinamento dell’aria in testa alla lista delle criticità. La città padana conquista il quinto posto nella classifica generale del report Ecosistema Urbano 2023, grazie ai notevoli progressi in ambito di mobilità e verde. Tuttavia, il report Ecosistema Urbano 2023 rivela livelli di particolato fine e ozono critici, posizionando Reggio Emilia tra le zone più inquinate del Paese. 

“Per il quarto anno consecutivo Reggio Emilia si colloca nelle prime 5 posizioni nella classifica di Legambiente. È la conferma di un processo di cambiamento in atto che, grazie al raggiungimento di importanti traguardi, sta rendendo strutturale un modello di sviluppo funzionale a far rientrare il territorio dentro i limiti della sostenibilità”, ha dichiarato il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi. Come fa notare il primo cittadino, Reggio ha compiuto progressi significativi nella gestione dei rifiuti, nell’efficientamento del servizio idrico, con importanti investimenti nella mobilità ciclabile e nella transizione energetica. In particolare, per piste ciclabili e alberi si riscontrano gli indicatori più positivi, con Reggio Emilia rispettivamente al 2° e all’8° posto della classifica nazionale. 

La qualità dell’aria non migliora a Reggio Emilia

Tuttavia, uno sguardo più ravvicinato all’annoso problema dell’inquinamento dell’aria mostra una situazione ancora particolarmente allarmante nel comune padano. Con una media annua pari a 32 μg/mc, Reggio si colloca ad un preoccupante 91° posto per la concentrazione di PM10 nell’aria. Questo inquinante, che risulta in aumento rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente, quando la media annua era pari a 29,5 μg/mc, risulta entro i 40 μg/mc definiti dall’attuale normativa ma risulta ben lontano dal limite di 20 μg/mc stabilito con la nuova Direttiva europea, e ancor di più dai 15 μg/mc indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In questo contesto, per raggiungere i valori normativi in vigore dal 2035, Reggio dovrà ridurre la concentrazione di PM10 del 38%, mentre presenta un tasso di variazione medio annuale pari al 2% (calcolato nel periodo 2011-2021). 

 

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Non va meglio per il PM2.5: per questo inquinante la città mostra una media annua pari quasi al doppio dei nuovi limiti definiti in sede europea e circa 4 volte superiori rispetto alle indicazioni OMS. Per questo inquinante Reggio registra infatti una media annua pari a 18 μg/mc, contro i 10 μg/mc indicati dalla nuova direttiva Ue e i 5 μg/mc stabiliti dall’OMS come soglia da non superare per la sicurezza della salute umana. Solo leggermente più confortanti, le rilevazioni inerenti al biossido di azoto e all’ozono. Nel caso del NO2, le concentrazioni sono scese da 27,0 μg/mc del 2021 a 26,0 del 2022, confermando comunque la distanza con le soglie massime in vigore a partire dal 2035 (pari a 20 μg/mc di media annua) e ancora di più con i 10 μg/mc fissati dall’OMS. Per quanto riguarda l’ozono (O3), Reggio registra 55 giorni di superamento della media mobile sulle 8 ore di 120 μg/mc, un giorno in più rispetto alle rilevazioni contenute nell’Ecosistema Urbano 2022. 

Accanto ai dati diffusi da Legambiente, le prime rilevazioni relative ai primi otto mesi del 2023 e contenute in un’indagine de Il Sole 24 Ore”confermano Reggio la terza provincia in regione per livello di inquinamento dopo Ferrara e Modena.  

Inquinamento dell’aria e la percezione della popolazione

É stata pubblicata di recente la ricerca ‘Valuta l’aria’ voluta dall’Art_Er con l’obiettivo di capire come i cittadini dell’Emilia-Romagna percepiscono la qualità dell’aria che respirano. Molteplici le domande poste ad oltre 7.000 cittadini residenti nel bacino padano, tra cui: Sono consapevoli che molte azioni per migliorarla dipendono anche dal loro stile di vita? Quanto sono disposti a cambiare le loro abitudini? E ancora, come possono le autorità locali convincerli a modificarle in funzione di un futuro più ‘green’? 

Dall’indagine emerge che oltre il 65% degli intervistati ritiene che la qualità dell’aria sia peggiorata nel corso degli anni, mentre solo il 10% la considera migliorata e il 20% pensa invece che sia rimasta invariata. Tra i dati più significativi anche quello relativo alla cosiddetta “eco-ansia”: oltre la metà degli intervistati si è detto “molto preoccupato” per gli effetti sulla salute mentre la maggioranza ha individuato il trasporto come principale causa di inquinamento. Tra le abitudini che gli intervistati si mostrano propensi a cambiare al fine di mitigare l’inquinamento, spicca la volontà di adottare caldaie caratterizzate da elevate performance e basse emissioni. 

Contrasto all’inquinamento dell’aria in Emilia-Romagna

A partire dal 2021, in risposta alla sentenza di condanna dell’Unione Europea, tutte le Regioni del Bacino Padano hanno implementato misure straordinarie per migliorare la qualità dell’aria. Attualmente, in Emilia-Romagna si sta procedendo con l’iter per la formulazione del nuovo Piano Regionale Integrato sulla Qualità dell’Aria (PAIR 2030), mirato a far rientrare la Regione nei valori limite stabiliti dalla normativa vigente. Tra le iniziative previste dal PAIR e già avviate, c’è la sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa legnosa più inquinanti, lo spostamento del trasporto merci da gomma a ferro, la promozione della mobilità dolce e ciclopedonale, nonché l’attivazione di Move-in per garantire condizioni di mobilità equa ai cittadini al di fuori dei periodi di emergenza, con l’applicazione di limitazioni chilometriche alla circolazione dei veicoli più inquinanti.