Lotta all’inquinamento aereo: strategie e interventi

Quanto inquinano gli aerei rispetto agli altri mezzi di trasporto e cosa si sta facendo per contrastare le emissioni? Approfondisci

5 Marzo 2024, 11:59

Lotta all’inquinamento aereo: strategie e interventi

Inquina di più l’automobile, il treno, la nave o l’aereo? Insomma, qual è il modo più green e sostenibile di spostarsi da un luogo a un altro? Se lo è chiesto il rapporto annuale sui trasporti e l’ambiente del 2020 (TERM) che affronta la questione della valutazione del valore dei viaggi in treno e in aereo nel contesto degli sforzi per attuare il Green Deal dell’Unione Europea. Quest’ultimo prevede di ridurre le emissioni di gas serra derivanti dai trasporti del 90% entro il 2050 rispetto al 1990, e il passaggio a trasporti più sostenibili può svolgere un ruolo chiave in questo processo. In particolare, il rapporto sottolinea che il passaggio dal trasporto aereo a quello ferroviario può essere cruciale per raggiungere tali obiettivi.

Impatto ambientale di treni e aerei

Nel 2018, i trasporti hanno contribuito al 25% delle emissioni di gas serra nell’UE, principalmente dal trasporto su strada (72%), mentre il trasporto marittimo e aereo hanno rappresentato rispettivamente il 14% e il 13% delle emissioni. Il trasporto ferroviario ha contribuito solo dello 0,4%, considerando solo le emissioni dei treni diesel. Oltre alle emissioni dirette, vengono considerate anche quelle prodotte durante la produzione, la trasmissione e la distribuzione dell’energia utilizzata da treni e aerei, così come le emissioni non di scarico, come quelle derivanti dall’abrasione di freni e ruote.

Il rapporto valuta l’impatto ambientale dei viaggi in treno e in aereo, sottolineando che il viaggio in treno risulta essere la scelta migliore e più sensata (anche se camminare o andare in bicicletta sono sempre, se possibile, le scelte da prediligere). Anche se il trasporto aereo ha impatti ambientali più elevati in termini di emissioni per passeggero-chilometro, non è sempre la scelta peggiore. In particolare, viaggiare da soli con un’auto a benzina o diesel può essere più dannoso, specialmente su lunghe distanze.

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Inquinamento aereo e marittimo

Il traffico aereo e marittimo ha registrato una crescita rapida, con il traffico aereo che ha visto un aumento del 146% e il traffico marittimo del 34% dal 1990 al 2019. Sono state proposte iniziative per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, comprese misure come l’integrazione del trasporto marittimo nel sistema di scambio di quote di emissione e l’adozione di combustibili più sostenibili per aerei e navi.

Quali sono le sostanze diffuse dagli aerei nell’atmosfera

Gli aerei bruciano grandi quantità di carburante durante il volo, producendo anidride carbonica come prodotto di combustione. La CO2 è il principale gas responsabile dell’effetto serra e del riscaldamento globale.

Durante la combustione ad alta temperatura nei motori degli aerei, l’azoto presente nell’aria reagisce con l’ossigeno per formare ossidi di azoto (NOx). Questi composti possono contribuire all’inquinamento atmosferico, alla formazione di smog e all’acidificazione del suolo.

Durante la combustione, possono essere prodotti anche altri composti organici volatili (VOC) e ossidi di carbonio, che possono contribuire all’inquinamento atmosferico locale e alla formazione di ozono troposferico.

I motori aeronautici producono anche particolato, come polveri sottili e aerosol, che possono avere effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente. Gli aerei rilasciano grandi quantità di vapore acqueo ad alta quota, che può contribuire alla formazione di cirri e alla generazione di nuvole di condensa, influenzando indirettamente il clima.

Gli aerei emettono questi inquinanti sia durante il decollo e l’atterraggio che durante il volo a quote elevate. Anche se gli aerei emettono una quantità relativamente piccola di inquinanti rispetto ad altre fonti come l’industria e il trasporto su strada, i loro effetti possono essere particolarmente significativi a causa della loro emissione in atmosfera ad alta quota, dove gli inquinanti possono persistere per periodi più lunghi e avere un impatto su una vasta area.

Cosa si sta facendo per contrastare l’inquinamento aereo

Il trasporto aereo rappresenta una fonte di crescente preoccupazione per le emissioni di gas serra, e l’Unione europea non può esimersi dall’intervenire. Per affrontare questo problema, la Commissione europea ha adottato proposte legislative volte a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, con l’obiettivo intermedio di ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030. Queste proposte includono la revisione dell’EU ETS per il trasporto aereo.

Attualmente, le emissioni del trasporto aereo costituiscono il 3,8% delle emissioni totali di CO2 nell’UE, contribuendo al 13,9% delle emissioni del settore dei trasporti. Nonostante gli sforzi per migliorare l’efficienza del carburante, l’aumento del traffico aereo ha superato i benefici ambientali. Prima della pandemia di Covid-19, le previsioni indicavano un triplicare delle emissioni entro il 2050. Inoltre, l’industria dell’aviazione ha un impatto significativo sul clima anche attraverso altri gas oltre alla CO2.

Per affrontare questo problema, è stato implementato l’EU ETS per il trasporto aereo dal 2012, per contribuire a ridurre l’impronta di carbonio del settore. Tuttavia, l’ambito geografico dell’EU ETS è stato limitato ai voli intra-SEE per supportare l’adozione di misure globali da parte dell’ICAO (Organizzazione per l’aviazione civile internazionale). In futuro, è possibile che il sistema venga rivisto in relazione all’operatività del regime CORSIA.

Il CORSIA (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation) è un meccanismo globale per ridurre le emissioni di CO2 del trasporto aereo internazionale adottato nel 2018 dall’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale, al quale gli Stati membri dell’UE si sono impegnati a partecipare fin dalla fase pilota, iniziata nel gennaio 2021. Si prevede che il sistema compenserà circa l’80% delle emissioni superiori ai livelli del 2020 nel periodo 2021-2035, coinvolgendo tutti i paesi dell’UE fin dall’inizio. Tuttavia, l’efficacia del CORSIA dipenderà dalle misure nazionali adottate dai singoli paesi e dall’implementazione di norme e strumenti necessari per rendere operativo il sistema.