Allarme microplastiche: si attaccano alle vie aeree

Ogni ora gli esseri umani inalano microplastiche, in quantità equivalenti a una carta di credito, che si raccolgono nel naso e nella gola per poi depositarsi nelle vie respiratorie. Il presidente SIMA Alessandro Miani commenta uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Physics of Fluids.

27 Giugno 2023, 09:47

Allarme microplastiche: si attaccano alle vie aeree

Gli esseri umani potrebbero inalare circa 16,2 frammenti di microplastica ogni ora, l’equivalente di una carta di credito in una settimana, che si attaccano alle vie aeree con gravi rischi per la salute. Sono gli inquietanti risultati di uno studio condotto dai ricercatori della University of Technology Sydney, della Western Sydney University, della Urmia University, della Islamic Azad University, della University of Comilla e della Queensland University of Technology. Per arrivare a queste conclusioni, pubblicate sulla rivista Physics of Fluids, i ricercatori hanno sviluppato un modello di fluidodinamica computazionale che ha consentito loro di analizzare il trasporto e il deposito di microplastiche nelle vie aeree superiori. Le simulazioni di fluidodinamica hanno provato come le particelle di plastica dannose si raccolgano all’interno del naso e nella parte posteriore della gola.

Queste microplastiche, minuscoli detriti presenti nell’ambiente e generati dalla degradazione di alcuni prodotti, di solito contengono inquinanti e sostanze chimiche tossiche e la loro inalazione può comportare seri rischi per la salute. Quindi, capire come si muovono nel sistema respiratorio è essenziale per la prevenzione e il trattamento delle malattie respiratorie.

Il movimento delle microplastiche nelle vie respiratorie

“Milioni di tonnellate di particelle di microplastica sono state trovate in acqua, aria e suolo; la produzione globale di microplastica è in aumento e la densità di microplastica nell’aria sta crescendo in modo significativo”, spiegano i ricercatori. “Per la prima volta, nel 2022, alcuni studi hanno trovato microplastiche in profondità nelle vie respiratorie umane, il che solleva timori sui gravi rischi per la salute respiratoria”, aggiunge. Il gruppo di ricerca ha esplorato il movimento di microplastiche di diverse forme, sferiche, tetraedriche e cilindriche, e dimensioni, 1,6, 2,56 e 5,56 micron, e in condizioni di respirazione lenta e veloce. Le microplastiche tendevano a raccogliersi in punti caldi della cavità nasale e dell’orofaringe, o parte posteriore della gola. “La forma anatomica complicata e altamente asimmetrica delle vie aeree e il complesso comportamento del flusso nella cavità nasale e nell’orofaringe fanno sì che le microplastiche deviino dalla traiettoria del flusso e si depositino in queste aree”, spiegano i ricercatori. “La velocità del flusso, l’inerzia delle particelle e l’anatomia asimmetrica influenzano il deposito complessivo e aumentano la concentrazione del deposito nelle cavità nasali e nell’area dell’orofaringe”, aggiunge.

 

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Necessaria una maggior consapevolezza sui rischi per la salute

Le condizioni di respirazione e le dimensioni della microplastica hanno influenzato il tasso complessivo di accumulo delle microplastiche nelle vie aeree. Una maggiore velocità di flusso ha portato a una minor accumulo e le microplastiche più grandi, circa 5,56 micron, sono state depositate nelle vie aeree più spesso delle loro controparti più piccole. Secondo i ricercatori, i risultati dello studio mostrano quanto l’esposizione e l’inalazione di microplastica destino reale preoccupazione, in particolare per coloro che abitano in aree con alti livelli di inquinamento da plastica o attività industriali. Lo scopo dello studio è quello di contribuire a informare per migliorare la valutazione dei rischi per la salute e di predisporre la sperimentazione di farmaci mirati. “Questo studio sottolinea la necessità di una maggiore consapevolezza della presenza e dei potenziali impatti sulla salute delle microplastiche nell’aria che respiriamo”, sottolineano gli scienziati.

In futuro, i ricercatori intendono analizzare il trasporto di microplastiche in un modello di polmone intero su larga scala, specifico per il paziente, che includa parametri ambientali come l’umidità e la temperatura.

Il commento dell’esperto SIMA

“Sulle micro e nanoplastiche liberate in ambiente si crea un biofilm su cui si depositano e raccolgono molte sostanze tossico-nocive e potenzialmente cancerogene per l’uomo. In una grande città come Milano o Roma è stato calcolato che ogni giorno dagli soli scarichi delle lavatrici domestiche si liberano circa 300kg di nanoplastiche, particelle tanto piccole da non poter essere filtrate dagli impianti di depurazione delle acque. Più le particelle sono piccole e leggere più è facile possano librarsi nell’aria ed essere inspirate. Un treno di gomme di una automobile che percorre 20mila chilometri all’anno produce ad esempio due kg di microplastiche per usura degli pneumatici. La plastica contiene sostanze chimiche, utilizzate dall’industria per renderla malleabile e lavorabile, gli ftalati, distruttori endocrini responsabili anche di ritardi nel neurosviluppo e di disturbi dello spettro autistico. Porre rimedio alla dispersione in ambiente di micro e nanoplastiche deve essere una priorità per la tutela della salute umana ed ecosistemica”.

Alessandro Miani, presidente Società italiana di Medicina Ambientale