Sanitari pensionati, perché si parla di diritti lesi?

Scopri perché si parla di diritti lesi per i sanitari pensionati. Esplora le problematiche legate alla perdita del potere d’acquisto delle pensioni, alla mancata rivalutazione e ai lunghi tempi di attesa per il TFS/TFR nel settore pubblico.

Sommario

  1. La problematica del differimento del TFS/TFR
  2. Diritti acquisiti e disparità di trattamento
  3. Aspetti economici e impatto sulle famiglie
  4. Trattamento pensionistico sanitari: possibili interventi normativi

Negli ultimi anni, il dibattito sui diritti pensionistici del personale sanitario ha assunto unimportanza crescente, portando allattenzione della comunità professionale e delle istituzioni alcune criticità che incidono sul trattamento previdenziale di medici, infermieri e altri operatori del settore pubblico. In particolare, le principali questioni sollevate riguardano il differimento del Trattamento di Fine Servizio (TFS/TFR) e la tutela dei diritti acquisiti, con un impatto rilevante sulla programmazione finanziaria dei professionisti in quiescenza. 

La problematica del differimento del TFS/TFR

Uno degli aspetti più controversi riguarda il differimento del pagamento del TFS/TFR per i sanitari del settore pubblico. Questa misura, introdotta nellambito delle politiche di contenimento della spesa pubblica, ha determinato un allungamento dei tempi di erogazione dellindennità di fine servizio, in alcuni casi arrivando a dilatazioni temporali di diversi anni. 

Per molti operatori sanitari, tale situazione ha generato un evidente disagio economico, poiché il ritardo nellincasso di somme maturate nel corso della carriera impedisce una pianificazione efficace della pensione. Inoltre, a differenza di quanto accade per altri settori, il comparto sanitario è soggetto a tempistiche più rigide che penalizzano una categoria che ha sostenuto un impegno lavorativo particolarmente gravoso, spesso con turni prolungati e condizioni di lavoro usuranti. 

Il differimento dell'erogazione del TFS/TFR è stato introdotto con il D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122. Tale normativa prevede che per il personale del pubblico impiego, incluso il settore sanitario, il pagamento dellindennità venga suddiviso in tranche e posticipato fino a un massimo di 24 mesi per chi va in pensione per raggiunti limiti di età e fino a 12 mesi per chi cessa il servizio per altri motivi. 

In merito alla costituzionalità di tale disciplina, la Corte Costituzionale si è espressa con la sentenza n. 130 del 2023, evidenziando come il differimento non possa configurarsi come una lesione del diritto soggettivo alla prestazione previdenziale, purché rientri nei limiti di ragionevolezza e proporzionalità. Tuttavia, alcune pronunce della giustizia amministrativa hanno sollevato dubbi su una possibile violazione del principio di parità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati. 

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Diritti acquisiti e disparità di trattamento

Un altro aspetto di rilievo è la presunta violazione dei diritti acquisiti dei sanitari pensionati. Secondo diverse interpretazioni giuridiche, il differimento del TFS/TFR configurerebbe una disparità di trattamento tra i lavoratori pubblici e privati, con il settore sanitario pubblico particolarmente svantaggiato. In tal senso, vi sono state segnalazioni e ricorsi in merito alla possibile incostituzionalità di tali misure, considerando che il diritto al trattamento di fine servizio dovrebbe essere garantito secondo i principi di equità e certezza del diritto. 

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4506 del 2022, ha riconosciuto come il differimento del TFS possa costituire un pregiudizio ingiustificatoper i dipendenti pubblici, con un impatto significativo sulla loro capacità di pianificare la fase post-lavorativa. Tuttavia, ha altresì ribadito che la materia è di esclusiva competenza del legislatore, invitando a una revisione normativa che possa meglio contemperare le esigenze di bilancio pubblico con la tutela dei diritti previdenziali. 

La giurisprudenza amministrativa ha inoltre evidenziato come il principio di parità di trattamento tra lavoratori pubblici e privati sia sancito dallart. 3 della Costituzione, e che eventuali restrizioni a diritti acquisiti debbano essere giustificate da un interesse pubblico preminente. A tal riguardo, la sentenza del TAR Lazio n. 9874 del 2021 ha sottolineato come il prolungato differimento dellindennità di fine servizio possa incidere negativamente sul benessere economico del lavoratore, costringendolo a ricorrere a prestiti o strumenti di anticipazione finanziaria con costi aggiuntivi. 

Aspetti economici e impatto sulle famiglie

Unulteriore conseguenza del differimento del TFS/TFR riguarda limpatto economico sulle famiglie degli operatori sanitari pensionati. Il ritardo nellerogazione delle somme spettanti riduce la liquidità disponibile, costringendo molti professionisti a rivedere i propri piani di spesa e investimento. Inoltre, la possibilità di ottenere unanticipazione del TFS tramite prestiti bancari garantiti dallo Stato rappresenta una soluzione solo parziale, in quanto comporta lapplicazione di tassi di interesse che erodono il valore effettivo dellindennità maturata. 

Secondo unanalisi condotta dalla Ragioneria Generale dello Stato, il costo medio delle anticipazioni bancarie sul TFS/TFR si attesta tra il 2,5% e il 3,8% annuo, riducendo significativamente limporto netto percepito dal lavoratore. Tale aspetto assume particolare rilevanza in un contesto inflattivo, in cui il valore reale del denaro tende a diminuire nel tempo, penalizzando ulteriormente i pensionati del settore sanitario. 

Trattamento pensionistico sanitari: possibili interventi normativi

Di fronte alle crescenti contestazioni, il tema del trattamento pensionistico dei sanitari e del differimento del TFS/TFR è tornato al centro dellagenda politica e sindacale. Alcune proposte di riforma mirano a ridurre i tempi di erogazione del trattamento di fine servizio, allineando il settore sanitario pubblico alle regole vigenti in altri comparti lavorativi. Parallelamente, si discute sullopportunità di riconoscere condizioni più favorevoli per coloro che hanno svolto mansioni particolarmente usuranti, tenendo conto dellimpatto della professione sulla qualità della vita e sulla salute dei lavoratori. 

In particolare, alcune forze politiche hanno presentato proposte di legge volte a introdurre un regime speciale per i dipendenti pubblici appartenenti a categorie ad alto rischio lavorativo, con lobiettivo di anticipare lerogazione del TFS/TFR e garantire un accesso più equo alle prestazioni previdenziali. 

In conclusione, la questione dei diritti pensionistici dei sanitari pensionati solleva interrogativi di natura giuridica, economica e sociale, richiedendo un riequilibrio normativo che garantisca equità di trattamento e rispetto dei diritti acquisiti. La speranza è che una revisione della disciplina vigente possa risolvere le criticità emerse e restituire ai lavoratori del settore sanitario una maggiore certezza sulle proprie tutele previdenziali e patrimoniali. 

Di: Marco Ginanneschi, commercialista-revisore legale e fondatore di Sercam Advisory

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