Decreto Milleproroghe è legge: cosa cambierà per la formazione ECM e sullo scudo penale

Il decreto Milleproroghe è legge: diverse le novità, tra le quali spiccano quelle relative all’obbligo di formazione continua per i professionisti sanitari e sullo scudo penale

Sommario

  1. Proroga dell'obbligo formativo 20-22 e recupero dei trienni precedenti
  2. Proroga scudo penale
  3. Ulteriori proroghe e disposizioni sanitarie

Il decreto Milleproroghe è legge. Tra le novità più rilevanti si segnalano le campagne di screening regionale per il tumore al seno, destinate alle donne tra i 45 e i 50 anni e tra i 70 e i 74 anni, con un finanziamento specifico per incentivare l'adesione. Inoltre, viene prorogata fino al 31 dicembre 2025 la possibilità di conferire incarichi semestrali di lavoro autonomo a medici e personale sanitario in quiescenza. Tuttavia, la proposta di mantenere in servizio i medici fino a 72 anni con ruoli apicali è stata nuovamente respinta.

Tra le novità più importanti però ce ne sono alcune che riguardano la formazione ECM e lo scudo penale. Approfondiamole.

Proroga dell'obbligo formativo 20-22 e recupero dei trienni precedenti

Il comma 2-bis introduce una proroga, estendendo fino al 31 dicembre 2025 il termine ultimo per l'assolvimento dell'obbligo formativo relativo al triennio 2020-2022, concedendo così ai professionisti interessati un ulteriore periodo per mettersi in regola con i crediti ECM richiesti. Ricordiamo che il triennio 2020-2022, caratterizzato dall'intervento dei sanitari nell'emergenza pandemica, era già stato prorogato al 2023 per permettere a tutti i professionisti di essere in regola. Nel 2024, invece, era stata data la possibilità di effettuare lo spostamento crediti verso i trienni precedenti, ma non di ottenerne di nuovi se non per il triennio 2023-2025. Con il Milleproroghe invece, si torna a poter effettuare corsi anche per il recupero del triennio pandemico. 

Inoltre, viene prevista la possibilità di ottenere la certificazione del completamento dell'obbligo formativo anche per i trienni precedenti, ovvero 2014-2016, 2017-2019 e 2020-2022. Qualora gli obblighi formativi non siano stati soddisfatti entro le rispettive scadenze previste, sarà possibile colmare le eventuali carenze tramite crediti compensativi. Le modalità specifiche per il riconoscimento di tali crediti saranno disciplinate da un apposito provvedimento adottato dalla Commissione nazionale per la formazione continua, che definirà i criteri e i requisiti necessari per la compensazione.

Il 2025 è anche l'anno di chiusura del triennio ECM attuale (2023-2025), pertanto resta anche la necessità di adempire ai 150 crediti previsti per non trovarsi inadempienti. Dal 2026, infatti, chi non sarà in regola con l'obbligo ECM del triennio concluso, rischierà di vedersi negata la copertura dalle polizze assicurative in caso di contenzioso. Come stabilisce la Legge Gelli-Bianco, che nel 2024 ha visto anche la pubblicazione dei decreti attuativi. 

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Proroga scudo penale

Tra le misure approvate nel decreto Milleproroghe, viene estesa fino al 31 dicembre 2025 l’applicazione della limitazione della punibilità ai soli casi di colpa grave per i professionisti sanitari. Questa norma, introdotta durante l’emergenza Covid, si applica ai reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose (articoli 589 e 590 del Codice Penale) commessi nell’esercizio della professione sanitaria in contesti caratterizzati da una grave carenza di personale.

L’obiettivo della proroga è garantire maggiore tutela ai professionisti del settore, riducendo il rischio di conseguenze penali in situazioni critiche che potrebbero compromettere la qualità dell’assistenza ai pazienti. Tuttavia, resta fermo il principio della responsabilità in caso di colpa grave, a tutela della sicurezza delle cure.

Ulteriori proroghe e disposizioni sanitarie

Oltre alle misure già citate, il decreto introduce diverse altre proroghe di rilievo. Tra queste, si conferma fino al 2025 la validità dell'iscrizione nell'elenco nazionale dei direttori generali delle aziende sanitarie e la possibilità per i laureati in medicina, anche senza specializzazione, di ricevere incarichi di lavoro autonomo.

Si proroga anche la possibilità per le Regioni di incrementare la spesa per prestazioni aggiuntive del personale sanitario per far fronte alla carenza di personale. Inoltre, viene mantenuta fino al 2026 la scadenza per l'adeguamento degli ordinamenti regionali alle normative sull'accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie. Infine, viene prorogata al 2025 la sospensione delle sanzioni per la fatturazione elettronica dei dati inviati al Sistema Tessera Sanitaria, una misura che semplifica la gestione amministrativa per i professionisti sanitari.

Un’altra misura rilevante riguarda la spesa farmaceutica: le risorse derivanti dal ripiano degli acquisti diretti del 2023 potranno essere utilizzate dalle Regioni per garantire l'equilibrio finanziario del settore sanitario nel 2024. Questa misura intende offrire maggiore stabilità economica al Servizio Sanitario Nazionale, sostenendo le spese essenziali senza incidere negativamente sui bilanci regionali.

Di: Arnaldo Iodice, giornalista

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